La prima volta per un ragazzo, un tabù di cui si parla poco.

Il tema della prima volta per i ragazzi è poco dibattuto e spesso nascosto. Ciò è dovuto all’immagine che la società moderna e occidentale ha dell’uomo, il “sesso forte” che guida e protegge la donna anche in ambito sessuale.

La realtà è che davanti alla prima volta ragazzi e ragazze sono uguali, hanno entrambi le stesse paure e desiderano essere rassicurati.

Un’adeguata cultura sessuale sarebbe l’ideale per fornire gli strumenti giusti per andare incontro alle prime esperienze senza correre rischi di alcun tipo e lasciare solo la sana ebrezza del momento.

In passato, fin dall’epoca greca e romana e ancora prima nelle culture orientali, l’educazione sessuale del ragazzo era affidata ai padri. I figli venivano accompagnati da “professioniste” per la loro prima esperienza. Il sesso per gli uomini era considerato un atto fisiologico e consueto necessario per una vita sana.

Nel primo periodo del dopoguerra questa pratica di “iniziazione” alla vita adulta era ancora molto diffusa anche perché la masturbazione era considerata un atto molto più riprovevole rispetto a quello di giacere con una cortigiana.

A seguito della legge Merlin del 1958 che rendeva illegali i bordelli questa abitudine si è finalmente persa e i ragazzi hanno iniziato a sognare la loro prima volta con il partner giusto, che gli facesse battere il cuore.

La persona giusta è quella con cui si ha voglia di vivere questa esperienza, con cui si ha empatia sessuale e reciproca intesa.

Tuttavia i dati riguardo l’educazione sessuale nelle scuole dimostrano come l’Italia sia tra i sette paesi EU che non insegnino questa materia a scuola, lasciando i giovani senza riferimenti e informazioni adeguate.

La tendenza dei paesi nordici è diversa infatti chi non ha ancora l’obbligo di insegnare questa materia nelle scuole sta provvedendo in questi anni per introdurla e renderla obbligatoria.

Oggi la società devia i comportamenti sessuali dei più giovani spronandoli ad un modello sessuale perfetto e privo di tutte quelle sbavature che il sesso nella vita reale invece ha.

Il segreto è la lentezza. Kundera dedica a questo tema un intero libro in cui ripercorre tutte fasi che lentamente, appunto, conducono al momento dell’atto in sé. Evitando i rischi di vivere una prima volta disastrosa con conseguenti ripercussioni.

Un buon sistema è godersi il momento senza pensare al gran finale, quello può arrivare o non arrivare ma in ogni caso le sensazioni percepite durante sono altrettanto piacevoli.

La prima volta va preparata scegliendo un luogo tranquillo e dedicando tempo ai preliminari che sono importanti per conoscere il corpo del partner, per aumentare il desiderio, lenire l’ansia e lubrificare le parti intime soprattutto quelle femminili.

Con il tempo si impara a trasformare ogni gesto in un momento erotico. Anche l’inserimento del preservativo, da utilizzare sempre, deve essere vissuto senza l’imbarazzo di essere impacciati.

La prima volta l’ansia può portare ad avere le parti intime della ragazza poco lubrificate e nel ragazzo si può verificare l’eiaculazione rapida o difficoltà nel mantenere l’erezione. Per ovviare a questi inconvenienti è possibile “giocare” con creme lubrificanti per lei e creme ritardanti per lui (https://duralab.it/).

Il percorso è graduale, di reciproca conoscenza con il corpo del partner e la prima vota giusta non deve emulare nessuna scena di film ma è quella che rispetta i tempi giusti e le volontà giuste dei due. Senza contare che dopo la prima segue la seconda e la terza…